Analisi del Parnaso di Raffaello Sanzio
Il Parnaso è un affresco di Raffaello Sanzio databile al 1510-1511 e situato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro stanze vaticane. Dopo aver completato la volta e gli affreschi della Disputa del sacramento e la Scuola di Atene, Raffaello si dedica alla parete nord della stanza, dedicata alla poesia. Era la parete più complicata da decorare, a causa della presenza di una finestra sottostante molto grande (305 cm). Alla base Raffaello realizzò due raffigurazioni a monocromo, legate al tema della lotta per la conservazione delle opere letterarie: Augusto impedisce agli esecutori testamentari di Virgilio di bruciare l’Eneide (base 185 cm) e Alessandro il Grande fa riporre i poemi omerici in un prezioso scrigno di Dario (base 180 cm), si dice che li abbiamo dipinti i suoi collaboratori su suo disegno. La vera e propria scena raffigura il monte Parnaso, secondo il mito la dimora delle muse. Sulla sommità del colle vicino alla fonte Castalia si trova Apollo, coronato d’alloro e con una lira da braccio. Attorno al dio della poesia si trovano le muse: ai suoi lati si vedono Calliope ed Erato, che presiedono il coro; a sinistra dietro Calliope ci sono Talia, Clio ed Euterpe; a destra dietro Erato: Polimnia, Melpomene, Tersicore e Urania. Come modello per la raffigurazione dell’Apollo si dice che Raffaello prese, com’è sua consuetudine, un personaggio coevo, in questo caso il musico Giacomo da San Secondo. Tutt’intorno si trovano diciotto poeti divisi in più gruppi, alcuni si riconoscono, altri sono di identificazione dubbia. Da sinistra in basso ci sono: Saffo con la pergamena con scritto il suo nome, Francesco Petrarca più arretrato, il barbuto è Pindaro, il giovane è Catullo, forse Tibullo o forse Properzio, la figura di spalle forse Orazio o Ovidio. Più in alto i poeti epici: il giovane Ennio, che ascolta il canto di Omero (cieco), seguiti più dietro da Dante, che guarda verso Virgilio, che a sua volta si rivolge a Stazio vicino a lui. A destra stanno scendendo il colle altri poeti antichi e moderni. La figura più controversa è la prima, di cui si è proposta l’identificazione con Tebaldeo, o Baldassarre Castiglione o, secondo altri Michelangelo o anche Ariosto. Ci sono poi Boccaccio, una coppia di poeti antichi ritenuti Plauto e Terenzio e infine Jacopo Sannazaro che è rivolto verso lo spettatore. In basso i tre grandi tragici greci, Eschilo più anziano, Sofocle e Euripide più giovani.

Commenti
Posta un commento