Umani ormai poco umani
“L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”. Così recita l’epigrafe della facciata del Teatro Massimo di Palermo, attribuita probabilmente a Camillo Finocchiaro Aprile. Come un ponte congiunge due lembi di terra sennò sconosciuti l’un l’altro, così l’arte lega l’uomo alla vera realizzazione di se stesso, necessaria al pieno sviluppo della società e dello Stato, per garantire un esistenza piacevole e libera. Ma nel mondo moderno è ancora possibile parlare di arte? È necessario essere artisti? L’uomo è realmente in una fase di evoluzione? È importante identificare l’arte come fautrice della civiltà civile odierna. Nella preistoria le tribù nomadi per ricordare e celebrare una battuta di caccia usavano tingersi il palmo delle mani con colori tratti dal mondo naturale e dipingere le pareti interne delle grotte in cui avevano trovato rifugio con e ffi gi di animali e di c...