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Nostalgia (sonetto)

Nostalgia dell’antico cielo, stelle e luna nel nero sì lampanti che dal tetto sembran cader diamanti. Dal rimembrar respir si fa anelo. Da quando dal mondo tolsi il velo, Con occhi novi per il ver fiammanti, Non come l’angel li ebbi tuonanti; Resistetti come fa l’asfodelo. Sì, giocare come fan i piccoli, il mondo guardar come i bambini, sì, vorrei correr ancor pei vicoli. Or è giunto il tempo dei fini, Or della testa svuoto i cunicoli, Or è tempo: ritornar fanciullini!

Umani ormai poco umani

“L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”. Così recita l’epigrafe della facciata del Teatro Massimo di Palermo, attribuita probabilmente a Camillo Finocchiaro Aprile. Come un ponte congiunge due lembi di terra sennò sconosciuti l’un l’altro, così l’arte lega l’uomo alla vera realizzazione di se stesso, necessaria al pieno sviluppo della società e dello Stato, per garantire un esistenza piacevole e libera. Ma nel mondo moderno è ancora possibile parlare di arte? È necessario essere artisti? L’uomo è realmente in una fase di evoluzione? È importante identificare l’arte come fautrice della civiltà civile odierna. Nella preistoria le tribù nomadi per ricordare e celebrare una battuta di caccia usavano tingersi il palmo delle mani con colori tratti dal mondo naturale e dipingere le pareti interne delle grotte in cui avevano trovato rifugio con e ffi gi di animali e di c...

Analisi del Parnaso di Raffaello Sanzio

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  Il Parnaso è un affresco di Raffaello Sanzio databile al 1510-1511 e situato nella Stanza della Segnatura, una delle quattro stanze vaticane. Dopo aver completato la volta e gli affreschi della Disputa del sacramento e la Scuola di Atene, Raffaello si dedica alla parete nord della stanza, dedicata alla poesia. Era la parete più complicata da decorare, a causa della presenza di una finestra sottostante molto grande (305 cm). Alla base Raffaello realizzò due raffigurazioni a monocromo, legate al tema della lotta per la conservazione delle opere letterarie: Augusto impedisce agli esecutori testamentari di Virgilio di bruciare l’Eneide  (base 185 cm) e Alessandro il Grande fa riporre i poemi omerici in un prezioso scrigno di Dario (base 180 cm), si dice che li abbiamo dipinti i suoi collaboratori su suo disegno. La vera e propria scena raffigura il monte Parnaso, secondo il mito la dimora delle muse. Sulla sommità del colle vicino alla fonte Castalia si trova Apollo, coronato d...